"Gibberish" di Ambra Guerrucci

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Il termine Gibberish o Jibberish si riferisce all’emissione di suoni senza un reale significato. Questa tecnica è stata praticata, per la prima volta, dal mistico sufi Jabbar, da cui deriva il nome della tecnica stessa. Il Gibberish consiste nell’emissione di suoni senza senso a cui ci si abbandona, liberando la mente, abituata ad esprimersi verbalmente, da tutti i pensieri e senza doverli reprimere. I benefici di questa tecnica sono molteplici: trasformare le emozioni represse in pura energia, superare ogni tipo di stress entrando in contatto con il vero sé, trovare il silenzio dentro di sé e nutrire energeticamente l’osservatore, quello che in oriente viene chiamato il testimone e che ci porta a vivere l’adesso uscendo dai meccanismi.
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Questa pratica può essere eseguita quotidianamente, da soli o in gruppo, in qualsiasi ora del giorno e della notte. Per iniziare ci si reca in uno spazio della casa dove ci si può rilassare senza essere disturbati, ci si siede, si chiude gli occhi e ci si rilassa. Nel momento in cui ci sentiamo pronti, iniziamo ad emettere ogni suono che emerga dal nostro essere, permettendo a noi stessi di essere creativi nel formulare ogni tipo di parola insensata e lasciando il corpo libero di esprimersi accompagnando i suoni con gesti spontanei. In questa fase si deve tirare fuori tutto ciò che è stato represso, piangere, ridere o urlare se ne sentiamo il bisogno. Questa fase può durare da un minimo di 10 minuti a un tempo massimo di 30 o anche proseguire fino a quando ne sentiamo il bisogno.
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In seguito si rimane seduti o ci si sdraia con la pancia a contatto con la terra, osservando senza giudicare e con neutralità, qualsiasi pensiero, emozione o sensazione affiori, rimanendo semplicemente presenti a se stessi. Se siamo riusciti a svuotarci completamente, da tutto ciò che era stato represso, in questa fase sentiremo solo una grande calma e potremo goderci il silenzio che è sceso nel nostro essere. In conclusione è molto bello abbandonarsi completamente e sentirsi uniti alla terra che ci sostiene, sentirsi sempre più in comunione con l’energia della terra ad ogni respiro. Si prosegue questa fase per lo stesso tempo che abbiamo eseguito la prima ed in fine ci si può rilassare fino a quando non ci sentiamo pronti ad entrare di nuovo nella dimensione quotidiana. 

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