"Il Corpo della Personalità" di Ambra Guerrucci


Il Corpo della Personalità, anche definito Corpo Magnetico, si manifesta come un vero e proprio campo magnetico (da qui il nome) simile a quello terrestre, in cui sono racchiuse tutte le cose con cui ci identifichiamo, gli aspetti della nostra personalità e le maschere che ogni giorno indossiamo per interagire con gli altri. Questo Corpo, quando è sviluppato, è ciò che crea il senso di individualità dell’Uomo, che ne definisce il ruolo nel mondo e che gli permette di rapportarsi con persone, situazioni, i diversi contesti, definendone la sua posizione. Al contrario del Corpo Emotivo che connette le persone donando un senso di appartenenza, il Corpo Magnetico ci permette di sperimentare la separazione dagli altri e quindi una sensazione di libertà individuale. Metafisicamente parlando possiamo affermare che la personalità non è altro che un tessuto di forme pensiero, aggregati psichici che entrano nello spazio psicologico di una persona progressivamente nei primi anni dell’infanzia manifestandosi e maturando con il tempo sino al momento in cui, con l’età adulta, diventano un Corpo del tutto formato. In psicanalisi è stato definito Ego, termine che usò Sigmund Freud per definire l'Io, uno dei tre aspetti da lui descritti, della psiche umana, deputato ai rapporti con la realtà e influenzato da fattori sociali. Dal punto di vista freudiano la sua formazione ha inizio al momento della nascita, dal primo contatto con il mondo esterno (persone e cose), dove svolge la funzione di controllo degli impulsi inaccettabili, nel quale l'Io agisce da mediatore tra i desideri inconsci e le richieste sociali. In realtà abbiamo scoperto, grazie ai nostri studi, che i feti all’interno del grembo materno, presentano già un Corpo della Personalità, seppure non ancora arricchito dall’interazione con il mondo esterno, quindi, l’Ego, è la conoscenza mentale che abbiamo di noi stessi basato sulle nostre esperienze, vivente sostanzialmente nel passato. Nell’essere umano si trova sovente in cattivo stato, dato che molto spesso non è integro ma diviso in aspetti che cerchiamo di incrementare ed altri che tentiamo di nascondere o reprimere, per cui presentano anomalie che spiegheremo più avanti. Raramente l’Uomo ha un sano senso dell’Io: generalmente la sua autostima, e quindi la solidità di questo aspetto, è totalmente dipendente dal giudizio altrui e deve essere costantemente alimentato. Il pensiero privo di consapevolezza è il problema principale dell’essere umano, infatti, quando siamo identificati con la Mente, crediamo di essere quella voce che parla dentro la testa, con essa ci identifichiamo, i pensieri che passano al suo interno formano l’Ego e la sofferenza delle esperienze passate sono il suo nutrimento; nell’uso comune lo definiamo un senso illusorio di identità e la sua sopravvivenza è legata al fatto che la confondiamo con la realtà. Il Corpo della Personalità non è da condannare ma è solo un insieme di meccanismi in cui siamo intrappolati, ci illudiamo di prendere decisioni consapevoli quando in realtà ci limitiamo a reagire alle situazioni in funzione della nostra struttura psichica. Potremmo anche definire personalità frontale la somma di tutto quello che ci hanno insegnato ad essere e di ciò che mettiamo in atto per interfacciarci col mondo esterno, una maschera indispensabile ma che spesso dimentichiamo di aver indossato e con la quale arriviamo ad identificarci completamente. Spesso viene erroneamente definito come Spirito ma in realtà si tratta di un aspetto della persona molto più vicino alla materialità di quanto si pensi, in un certo senso possiamo affermare che si tratta di un Corpo Mortale perché è composto di energia grezza da purificare, e se rimane intatto dopo la morte, è soltanto perché si è distaccato dalla propria Monade, sottraendosi alla riorganizzazione (processo di purificazione dei Corpi Sottili che avviene dopo la morte stessa). In questo caso diventa ciò che è comunemente riconosciuto come un “fantasma” ma che noi definiamo più propriamente “ombra”, intrappolata in un limbo e che ha bisogno di energia altrui per vivere o di entrare nella Monade di un vivente per essere riorganizzata. In questo stato possono trovarsi anche entità non umane - o extraterrestri – che come detto in precedenza sfruttano l’energia degli esseri viventi per una propria sopravvivenza, diventando veri e propri parassiti energetici, spesso in grado, addirittura, di prendere possesso e far prevalere la propria personalità sull’individuo manipolato, dinamica che anticamente veniva denominata possessione demoniaca e ad oggi interferenza aliena. Per quanto possa sembrare impossibile, l’energia intrinseca nel Corpo della Personalità è uguale a zero, infatti è illusoria proprio come illusori sono gli elementi che la costituiscono: solo “vivendo nel passato” il Corpo Magnetico sussiste così com’è e se imparassimo a vivere nell’attimo presente ci accorgeremmo che l’Ego è in realtà un qualcosa di inesistente di per sé. La Personalità, quindi, non è un qualcosa contro cui dobbiamo lottare, ma è soltanto un ombra che esiste perché continuiamo a dargli attenzione ed energia. Non è scorretto affermare che la Personalità deve morire, ma questa morte non è una fine, bensì un nuovo inizio, una metamorfosi, proprio come la crisalide muore per rinascere sotto forma di farfalla; allo stesso modo questo Corpo Sottile non è che un metallo grezzo che, grazie all’alchimia ottenuta con l’auto-osservazione, smette di esistere così come la conosciamo e si sublima nel puro Spirito.