"L'attenzione tra due respiri nel quotidiano" di Ambra Guerrucci


"Quando in attività mondane, mantieni l’attenzione tra due respiri, e così praticando, in pochi giorni sii rinata di nuovo."
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La tecnica espressa così poeticamente da Shiva è simile alle precedenti, ma veniamo invitati, in questo contesto, ad integrare la pratica nella nostra quotidianità. Spesso mi stupisco di quanto libri così antichi come quello da cui è tratta tale meditazione si rivelino assolutamente attuali, infatti, per il sistema in cui viviamo, è molto difficile riuscire a raggiungere le alte vette della consapevolezza attraverso le meditazioni statiche, soprattutto perché la dimensione materiale ci costringe a lavorare per sopravvivere, di conseguenza la pratica statica diviene discontinua e perciò la crescita non risulta costante. Anche qualora si riesca a raggiungere un alto stato di coscienza, nel momento in cui torniamo alle nostra attività mondane si rischia di ricadere nei soliti meccanismi di sempre. Riuscire a vivere una vita in meditazione, anche nel momento in cui stiamo lavorando per guadagnarci da vivere, risulta maggiormente complesso, ma sicuramente più proficuo dal punto di vista spirituale, poiché si giunge ad una crescita costante ed alla liberazione dagli schemi che governano le nostre reazioni meccaniche. In altre parole, dato che la maggior parte di noi non ha la possibilità di ritirarsi in meditazioni statiche per tutta la durata del giorno, può rivelarsi utile trasformare la nostra stessa giornata ed ogni azione che compiamo in una meditazione. In sintesi non importa cosa facciamo, ma come lo eseguiamo, dato che qualsiasi cosa può essere svolta essenzialmente in due modi contrapposti: in automatismo o in totale consapevolezza. Questo stesso metodo ci propone di portare l'attenzione nella pausa tra i due respiri durante l'attività mondana, allo scopo di radicare la consapevolezza nell'attimo presente e far cessare il costante chiacchierio mentale. La parte fondamentale dell'esercizio non è tanto l'oggetto dell'osservazione in sè, quanto il fatto che sia un mezzo per farci vivere nell'attimo presente, che si traduce in un vero e proprio salto quantico al di là del tempo e dello spazio. 
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Mentre camminiamo, guardiamo la tv o semplicemente siamo seduti a gustarci il pasto, portiamo totalmente la nostra attenzione a quella breve pausa che si trova tra le due fasi del respiro: L'inspirazione e l'espirazione. Inizialmente sarà molto difficile mantenere la concentrazione, i nostri meccanismi riprenderanno a tratti il controllo e la nostra mente farà di tutto per distrarci, ma è importante rimanere focalizzati sull'intervallo. In genere siamo troppo abituati a fare anziché essere e riusciamo ad ottenere la presenza solo nei momenti in cui cessiamo di agire, ma prima o poi dovremo tornare a dedicarci alle attività quotidiane, per questo la presente tecnica ci insegna ad "essere" e "fare" contemporaneamente. Dopo alcuni giorni di pratica continua tutto inizierà ad apparirci come finto, ci accorgiamo di vivere in un illusione, un film che esiste solo nella nostra testa, e questa comprensione diventa così forte e profonda da tradursi in un totale cambio di prospettiva; penso sia proprio questo il senso delle parole di Shiva quando afferma "sii rinata di nuovo". Se ci capita di essere trascinati via dai nostri pensieri, dimenticando totalmente di osservare la pausa tra inspirazione ed espirazione, ci ritroveremo nuovamente identificati con il nostro ruolo, con il fare, nella stessa condizione in cui vive la quasi totalità della popolazione terrestre. In questi casi entra in gioco la parte più difficile: accorgerci di aver cessato l'esercizio ed iniziare nuovamente la pratica.

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