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“Meditazione sull’Hara” di Ambra Guerrucci

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L’hara è la fonte primaria d’energia vitale, situata nel basso ventre, due dita sotto l’ombelico. Esso rappresenta il centro di gravità del corpo fisico, divide in due metà esatte il corpo umano e qui possiamo centrarci nel nostro essere. I blocchi in questo centro impediscono all’energia di scorrere liberamente verso i chakra ed i corpi sottili, pregiudicando la salute dei corpi sottili stessi. Anche i condizionamenti, gli idealismi e i desideri assorbono questa energia e ne lasciano spesso una quantità insufficiente per nutrire tutto il resto, questo comporta l’insorgere di insoddisfazione per la vita, depressione, frustrazione e tutta una serie di disturbi legati alla cattiva salute deichakra. L’hara, una sorta di metafisico generatore elettrico, ha la forma di una palla di energia con il nucleo vuoto, da cui parte un luminoso cordone argenteo da cui passa l’energia per essere distribuita in ogni centro e corpo. Quando ti sintonizzi sull’harapotresti non sperimentarlo subito come da descrizione, o vederlo semplicemente come una sorgente di energia che zampilla, ma non occorre preoccuparsi poiché con la pratica chiunque può sperimentare questo centro, e anche se non vedete o percepite niente, state comunque lavorando per sciogliere i blocchi ed armonizzare questo centro. Queste meditazioni che espongo di seguito sono antiche e potenti tecniche che, praticate quotidianamente almeno per una settimana, mirano ad equilibrare e risvegliare l’hara.
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Prima di iniziare la meditazione, per renderla più efficace, è necessario adottare alcuni accorgimenti. Scegliete un posto tranquillo dove potete iniziare la pratica senza essere disturbati e possibilmente a digiuno, poiché il sistema digestivo può essere disturbato dai flussi mentali e viceversa. Indossate abiti comodi e socchiudete la finestra in modo che la stanza non sia totalmente illuminata, ma nemmeno completamente buia. Sedete o distendetevi in una posizione comoda ed iniziate rilassando il corpo e ponendo le mani sul basso ventre con il palmo al centro dell’hara. Respirate in modo lento, profondo, senza sforzo, osservando il vostro respiro e rilassandovi sempre di più. Quando inspirate sentite o visualizzate l’energia del respiro che entra attraverso le narici, scendete lungo un percorso interno attraversando il petto, il diaframma e lo stomaco fino ad arrivare all’hara. Quando espirate, sentite l’energia che si trova nell’hara che lentamente risale attraverso lo stomaco, il diaframma, il petto ed esce all’esterno attraverso la bocca. Continuate con questo respiro ritmato per alcuni minuti, da un minimo di 5 a un massimo di 15, in questo punto potrete iniziare già a vedere o sentire una sfera di luce vibrante che può essere di qualsiasi colore, calda o fresca. Se non la vedete spontaneamente visualizzatela ed osservate come ad ogni inspirazione si espande sempre di più, si risveglia e si colma di energia. Osservate anche le vostre sensazioni ed i vostri pensieri o qualsiasi cosa accada durante questa tecnica. Alcuni sperimentano un senso di potenza o vastità interiore, altri vedono dei simboli che rispecchiano una qualità di quell’energia o che indicano i loro blocchi ed anche alcuni pensieri legati a questi. Qualunque sia la vostra esperienza, accettatela e lasciate che si svolga senza idee o aspettative su come dovrebbe essere.
Per chi ha più dimestichezza con i suoni propongo una variante di questo esercizio, ma è importante ripetere lo stesso almeno per una settimana tutti i giorni prima di passare al successivo, nel caso si vogliano sperimentare entrambi. Sedetevi comodamente su un cuscino a gambe incrociate, se questa posizione vi risulta scomoda, va bene anche su una sedia. Mantenete dritta la spina dorsale, senza che il corpo sia rigido o teso. Rilassatevi, chiudendo gli occhi e respirate profondamente. Iniziate ad emettere una vibrazione o una nota che vibri nell’area della gola, potete farlo a bocca chiusa o aperta a seconda di come vi sentite più a vostro agio. Quando siete pronti approfondite questa vibrazione così che vibri nel petto. Per sentire meglio la vibrazione, potrebbe esservi utile mettere una mano sul cuore spirituale, continuando ad emettere questo suono per alcuni minuti. In seguito approfondite ancora di più il tono, consentendo al suono di far vibrare l’area del plesso solare, nella regione addominale, tra l’ombelico e lo stomaco. Come ultimo passaggio abbassate ancora il tono, così che risuoni al centro dell’hara, aiutandovi a sentire la vibrazione con la punta delle dita posizionate in questa zona. Dopo alcuni minuti, per concludere l’esercizio, visualizzate l’intero tronco che vibra all’ultimo tono che avete emesso e lentamente alzate di nuovo il tono, riportandolo ad una vibrazione più elevata, agendo sempre su tutti i centri.
È possibile esercitare l’hara anche nella vita quotidiana, praticando il ricordo di questo centro svolgendo qualsiasi attività. Camminando, lavorando, facendo qualunque cosa, portate la vostra attenzione due dita sotto l’ombelico (circa 3 - 4 centimetri) ed osservate per quanto tempo potete ricordarvi del vostro centro prima che gli automatismi prendano il sopravvento, come influisce sui vostri stati d’animo, sulle reazioni e sul modo di relazionarvi con gli altri.

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