"Penetrare il Centro nella fusione del respiro" di Ambra Guerrucci


"Oppure, ogni volta che l’inspirazione e l’espirazione si fondono, in questo istante tocca il centro privo di energia, pieno di energia."
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Quando si parla di centro privo di energia, ma paradossalmente anche pieno di energia, si fa riferimento all'assoluto, quello che nei più recenti rami della fisica viene definito "vuoto quantico" e che sembra essere una cosa totalmente discostante dall'immaginario mentale collettivo in cui il vuoto prende la forma di uno spazio tutto buio ed essenzialmente privo di ogni cosa. Infatti, comunemente, quando si pensa al vuoto non richiamiamo l'immagine di un qualcosa ben definito, piuttosto di uno spazio privo di qualsiasi cosa, in genere completamente oscuro, e questo perché il vero vuoto è una dimensione oltre la mente, che con i suoi limiti non può concepire uno stato oltre se stessa. La fisica quantistica, perfettamente concordante con ciò che i mistici insegnano da millenni, è arrivata a negare l'esistenza di un vuoto per come lo immaginiamo comunemente ed a concepire, al suo posto, un vuoto che racchiude tutto in Sè unendo tutto ciò che esiste. Per conoscere questo vuoto dobbiamo innanzitutto spogliarci dei filtri con cui osserviamo la realtà: i pensieri, le identificazioni, le convinzioni e la personalità. Allo scopo di farci conoscere il nostro centro è stata inventata questa tecnica, così come tante altre, in modo da farci trascendere tutto ciò che sta alla periferia ed iniziare la comunione con l'assoluto, quel vuoto straripante che si trova al centro di ogni nostra particella. L'uomo di oggi è troppo assillato dalla vita frenetica e dai bisogni materiali per trovare naturalmente il suo centro, vive la sua vita in modo superficiale, preoccupandosi solo della periferia di ciò che esso è, ovvero tutte quelle cose mondane destinate a mutare; anche per questo si soffre, mentre il centro è eterno ed offre una beatitudine illimitata. 
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Questa tecnica può essere eseguita ovunque, in qualsiasi momento della giornata, ma per introdurla nella quotidianità è necessario prima ottenere una certa dimestichezza o alla prima distrazione abbandoneremo inevitabilmente la pratica. Consiglio, almeno le prime volte, di eseguire questo metodo tantrico in una stanza dove è possibile prenderci del tempo per noi senza essere disturbati, possibilmente dopo circa due o tre ore dall'ultimo pasto ed indossando abiti comodi. Nella nostra stanza possiamo procedere sedendoci in posizione di meditazione o, se questa posizione è per noi fonte di fastidio, su una sedia. Cerchiamo di assumere una posizione comoda, con la schiena ben dritta in modo da allineare i vari centri energetici e rilassiamo il nostro corpo fisico semplicemente osservando il respiro e lasciandoci trascinare da esso in un profondo senso di quiete. Quando ci sentiamo pronti portiamo la nostra attenzione al respiro, precisamente nel punto stesso in cui l'inspirazione e l'espirazione si fondono, dove tra queste due fasi del respiro non si nota più alcuna differenza. In genere siamo abituati a demarcare, definire, dividere e classificare, queste sono caratteristiche della nostra Mente Duale, ma penetrando il punto esatto dove non è più possibile definire il respiro, dove l'aria non sta entrando né uscendo, è possibile trascendere la dualità. Man mano che si sperimenta questa tecnica non è difficile notare come il nostro stesso respiro diventi più profondo, fino a toccare il centro (punto in cui inspirazione ed espirazione si fondono) e donarci un immersione totalmente in esso per riscoprire la nostra essenza di vuoto straripante e onnipresente. 

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