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"Le Vite Passate: breve spiegazione e Tecnica" di Ambra Guerrucci e Federico Bellini

 "Le Vite Passate: breve spiegazione e Tecnica" di Ambra Guerrucci e Federico Bellini

Premessa
Vi sono molte probabilità di fallimento nel voler dimostrare di essere già vissuti. Pur producendo nomi, date e luoghi, ciò non avvalora il fatto di essere vissuti in quella determinata epoca e luogo. Ognuno ha della reincarnazione un concetto personale: può essere una teoria, una filosofia, un credo e un modo di vivere, perché questa esperienza spiega molti episodi esistenziali che rimangono senza risposta, fornisce una ragione alle disuguaglianze e alle sofferenze della vita, permette di percepire ciò che sta alla base delle differenze individuali e collettive. Cosa ancora più importante, la reincarnazione offre un modello di comportamento e di vita fondato sulla responsabilità personale. Questo concetto può far sorgere in molti qualche timore, ma in realtà, grazie alla reincarnazione, vengono eliminati i “demoni e i capri espiatori” presenti nella nostra esistenza attuale, perché poco a poco ci accorgiamo di essere la sintesi di tutto ciò che è avvenuto in passato e, man mano che aumenta la consapevolezza di questo fatto in seguito alla scoperta delle vite passate, aumenta anche la capacità di controllare e rimodellare la vita odierna, rendendoci più attivi in tutti i processi vitali.

Reincarnazione significa letteralmente ritorno al Corpo Fisico, in quanto l’Anima, dopo la morte, esce da un Corpo e inizia nuovamente a preparare il ritorno alla vita all’interno di un’altra forma fisica. Le circostanze di quel ritorno (con tutte le sue variabili) sono determinate dalla crescita e dallo sviluppo raggiunti nelle esistenze precedenti, se non manipolata da fattori o interventi esterni. Ma alla fine, ogni personalità è una sintesi di quello che è avvenuto nelle personalità precedenti, e la sua rinascita avviene in un ambiente che può contribuire a svilupparla e a farla crescere per una sua maggiore sete di conoscenza. In alcune aree del mondo si insegna che l’Anima potrebbe tornare sotto qualsiasi forma fisica, da un albero ad un insetto, persino ad un altro essere umano, come spesso sotto forma di animale. Questa credenza appartiene, ad esempio, alla tradizione africana degli Zulu: “All’interno del Corpo c’è l’Anima: all’interno dell’Anima c’è una scintilla di Itango, lo Spirito Universale. Dopo la morte del Corpo, Idhozi (Anima) aleggia per un po’ vicino al Corpo per poi partire verso Esilweni, il Luogo delle Bestie. A Esilweni l’Anima assume una forma a metà tra la bestia e l’umano, prima di sollevarsi più in alto… A seconda della forza della natura umana, l’Anima mette da parte la sua forma bestiale e prosegue verso il luogo del riposo, dove dorme fino al momento in cui sogna che sulla Terra l’aspetta qualcosa da fare da imparare; a questo punto si risveglia e rinasce bambino/a. L’Anima ripete questo processo fino a che diventa nuovamente un tutt’uno con Itango (lo Spirito Universale).”

Per incarnazione si intende un periodo di vita vissuto all’interno di un Corpo. Si tratta della metà soltanto di un ciclo di sviluppo, in quanto il ciclo completo comprende il periodo che va dalla nascita in una forma fisica alla nascita nella forma fisica successiva. Il momento che va dal concepimento alla transizione fisica, e che comunemente definiamo morte, è solo metà di questo periodo, chiamato a volte fase fisica o terrena. La seconda metà è il periodo che va dal momento della morte fino a quello della rinascita, chiamato anche interim cosmico o spirituale. La fase terrena inizia all’atto del concepimento, momento in cui la Coscienza dell’Anima in arrivo inizia ad allinearsi con l’uovo fecondato. Dal momento che l’energia animica è estremamente dinamica ed intensa, non può integrarsi in modo completo ed immediato con il Corpo Umano in via di sviluppo, ed utilizza quei nove mesi di gravidanza per rallentare l’intensità delle sue vibrazioni in modo da integrarsi con il feto in maniera sicura, perfetta e totale sino al momento della nascita. Si scopre, quindi, che la Coscienza Animico/Spirituale si compenetra e fonde con il Corpo Fisico con crescente intensità per tutto il periodo della gravidanza. Ma è nel momento della morte dal Corpo Fisico e del suo definitivo distacco che inizia un periodo di transizione e che permette all’Anima/ Spirito di recuperare, rivalutare ed assimilare le esperienze della vita precedente, oltre a prepararsi per quella futura. Questo periodo di intervallo consente di sperimentare una sorta di “riposo”, che dopo l’intensità della vita fisica di cui si è appena fatto esperienza, permette alla propria es-senza divina di illuminarla come di illuminare anche tutte le precedenti esperienze terrene. Scopo di questo intervallo inoltre è quello di rafforzare le facoltà dell’Anima/Spirito, e di prepararla al ritorno sulla Terra e farle elaborare compensazioni e adattamenti di cui ha ancora bisogno, mentre contemporaneamente si avvicina ai nuovi insegnamenti che arricchiranno la sua crescita.

I preparativi necessari al tempo, al posto e alle condizioni ideali perché tutto questo avvenga richiedono un lungo periodo di elaborazione e gestazione. In realtà, almeno per quanto riguarda il Genere Umano e la Memoria Animico/Spirituale che fa esperienza con esso, vivono una condizione molto diversa da quella che universalmente dovrebbe essere una regola imperitura. Si scopre che le anime che fanno esperienze con noi, non vengono qui per una libera scelta, ma attraverso un controllo gestito da altre Entità e che si spacciano, sovente, per una falsa “Coscienza Divina”. Per questo motivo non possiamo sapere tutto quello che ci aspetta in futuro, come non possiamo controllare tutti gli elementi della nostra rinascita e dell’ambiente, cosa che dovrebbe accadere abitualmente in diverse condizioni. Vero che siamo dotati di libero arbitrio, così come chiunque altro sul pianeta, ma non possiamo scegliere e definire un percorso per le circostanze future, perché sono stati decisi da altri prima di noi, facendoci credere al tempo stesso di essere stati gli artefici del nostro destino. Normalmente l’energia Animico/Spirituale dovrebbe scegliere alcune circostanze in base alla crescita ed allo sviluppo che spera esse potranno determinare, ma è in quella scelta che subentra il controllo e la manipolazione e, quando ciò avviene, tutto il suo lavoro si vanifica per permettere ad altri di acquisirne il suo potere energetico. Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che la nostra personalità attuale è comunque una sintesi di tutte le personalità che abbiamo avuto e sviluppato in tutte le vite precedenti. Noi manifestiamo una personalità in evoluzione allo stato attuale, che risulta essere un’aggregazione degli elementi essenziali caratterizzanti tutte le vite precedenti. Noi viviamo e ci esprimiamo in un numero infinito di momenti in continua evoluzione, legati uno all’altro e comunque unici se presi separatamente. Ma sarà attraverso la liberazione da questo condizionamento esterno, voluto spesso da Entità Malvagie (Arcontiche/Aliene), che noi arriveremo a reincarnaci un domani, attraverso una ritrovata capacità che ci permetterà di ricostruire il carattere originario della nostra Monade o Io Interiore, e raggiungere così un livello più alto, con lo scopo di riunirle tutte, infine, in una nuova e ritrovata armonia. Abbiamo l’opportunità di divenire Maestri dell’Evoluzione, individui Co-Creatori del Mondo, ma per arrivare a questo obbiettivo sarà necessario cominciare a rompere le catene della schiavitù che ci tiene soggiogati ormai da troppo, troppo tempo.


Tecnica della Galleria per Ricordare le Vite Passate

La tecnica che ci accingiamo ad esporvi è stata studiata appositamente per tutte le persone che ci hanno richiesto un modo per sperimentare le vite precedenti e per tutti coloro che, non sapendo che cosa li aspetta dopo la morte, vogliono indagare personalmente sull’esistenza della reincarnazione. Questo semplice metodo può cambiare radicalmente la nostra prospettiva da cui guardiamo il Mondo, perché ricordare tali esperienze passate ci dona la consapevolezza dell’inganno che chiamiamo “morte”.

1) Preparazione
Sedetevi comodi in un posto tranquillo e silenzioso, possibilmente in penombra, non completamente al buio o in piena luce. Tenete la spina dorsale diritta, con la testa bilanciata sulla colonna vertebrale (è possibile effettuarla anche da sdraiati). Chiudete gli occhi e respirate naturalmente, poi puntate l’attenzione sul respiro stesso. Lasciatevi trascinare dal respiro, permettete ai pensieri e alle emozioni di venire e andarsene liberamente, senza provare a controllarle in alcun modo.

2) Il Non Luogo
In questo stadio di rilassamento vi trovate in un luogo vuoto, buio, un Non Luogo dove siete soli con voi stessi. Se necessario restate all’interno di questo “ventre”, simile all’utero materno, per il tempo che ritenete necessario prima di accedere alle fasi successive. Quando avete raggiunto un equilibrio utile per proseguire questo percorso, solamente a quel punto, nel Non-Luogo, accendete una luce e iniziate ad illuminarlo. Adesso, davanti a voi e ben distinta si trova una porta incastonata in una parete rocciosa; essa è di un bel legno intagliato a mano, la potete toccare, sentirla ruvida e antica. Presenta un pomello di ottone e quando vi sentite pronti girate il pomello ed entrate all’interno della stanza che troverete.

3) La prima stanza: Il Corridoio / Galleria d’Arte
Appena richiusa la porta alle spalle, vi trovate all’interno di un lungo corridoio, si tratta di una Galleria d’Arte. È illuminata, con le pareti adornate di tanti quadri molto grandi, delle stesse dimensioni di una porta. È la stanza senza tempo né spazio, quella della vostra eterna essenza. Potete quindi toccare le pareti e il terreno per sentirne la consistenza, se liscia o ruvida, secca o umida, polverosa o pulita. Non appena ambientati, iniziate a camminare ed osservare i vari quadri, raffiguranti le vostre vite passate.

4) La seconda stanza: Primo quadro / Vita Passata
Ad ogni passo potete osservare un quadro diverso sia sulla pare-te destra che sinistra. Quando vi sentite particolarmente attratti da un’immagine ponetevi di fonte ad essa, guardandola intensamente fino a quando non assume un aspetto semi-liquido, ed a quel punto entrateci dentro. Qui vi troverete in uno spazio-tempo diverso da quello sperimentato nel quotidiano, si tratta di una vita trascorsa che potete finalmente rivivere. Guardatevi in-torno, vedete qualcosa di particolare? Dove vi trovate? Ci sono odori nell’aria? Godetevi la scena e quando siete pronti tornate alla galleria dallo stesso punto in cui siete entrati.

5) La terza stanza: Secondo quadro / Vita Passata
Tornati nel lungo corridoio di nuovo potete osservare i quadri e quando uno di essi vi attrae particolarmente ponetevi di fonte ad esso, guardandolo intensamente fino a quando non assume un aspetto semi-liquido, ed a quel punto entrateci dentro. Qui vi troverete in uno spazio-tempo diverso da quello sperimentato nel quotidiano, si tratta di una vita trascorsa che potete finalmente rivivere. Guardatevi intorno, vedete qualcosa di particolare? Dove vi trovate? Ci sono odori nell’aria? Godetevi la scena e quando siete pronti tornate alla galleria dallo stesso punto in cui siete entrati. Potete ripetere questo passaggio per ogni quadro che attrae la vostra attenzione, prima di tornare nuovamente nella dimensione quotidiana.

6) Ritorno al Mondo
Quando vi sentite pronti, infondo al corridoio, di fronte a voi, troverete una porta. Afferrate la maniglia della Porta e chiudetela dietro di voi. Pian piano ritornate ad ascoltare gli odori, i suoni del luogo in cui realmente vi trovate, ed a muovere lentamente alcune parti del Corpo. Siete di nuovo nella vostra dimensione quotidiana e, non appena vi sentite pronti, potete aprire gli occhi.

Per la Tecnica guidata è consigliato il seguente video:



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