La mia Professione: Facilitatore di Dinamiche Inconsce


Da molto tempo ormai incontro persone che mi chiedono quale lavoro io svolga, ma fino a questo momento ho ritenuto quasi impossibile definirlo. In paese, nei viaggi e persino nelle conversazioni casuali in coda al supermercato mi viene chiesto il mio mestiere, ma non essendo un lavoro tradizionale e abbracciando innumerevoli campi ho sempre fatto davvero fatica a dare spiegazioni. Fin da bambina sono sempre stata un'osservatrice, attenta a qualsiasi cosa avvenisse attorno e dentro di me, nel tentativo di cogliere i fenomeni e soprattutto la loro origine. Tutto ciò che riguardava l'umano ha sempre catturato la mia attenzione, sia per quanto riguarda i movimenti che avvenivano automaticamente, sia ciò che generava quei movimenti. Ogni esperienza umana era di mio interesse, tutto quello che si poteva vivere nella vita, qualsiasi situazione era possibile incontrare nel proprio percorso. Mi sono chiesta il perché di ciò che avveniva, delle azioni e delle reazioni, anche quelle che agli occhi altrui risultavano assolutamente scontate. Ho trovato per me le risposte ed ho iniziato a metterle a disposizione degli altri, di quelle persone che incontravo al momento giusto, nel posto giusto, pronte a pormi le stesse domande a cui avevo appena trovato risposta. Conoscermi nel profondo, conoscere i miei meccanismi e la loro origine è stato da che ho memoria il mio obbiettivo e nel portare tutto questo agli altri ho sentito una specie di completamento. Quando si ha qualcosa è impossibile trattenerlo a noi, poiché tutto ciò che è vivo si muove e in quel movimento esprime la sua natura vitale, così la condivisione è avvenuta spontaneamente, quanto può esserlo lo scorrere di un fiume. Perché mi comporto così? Perché ho reagito così in tale situazione? Cosa sento? Perché lo sento? Perché desidero questo? Perché in quella situazione mi blocco? Perché non sono felice? Perché ho paura di realizzarmi? Perché la solitudine fa paura? Perché ho la sensazione di non essere vista dagli altri? Riesco davvero a vedere gli altri per come sono? Da dove nascono le idee di giusto e sbagliato? Perché questa cosa fa molto male? Perché questa situazione ricorre nella mia vita? Com'è possibile che si ripresentino esperienze simili? Come posso uscire da questa situazione? Cos'è quel vuoto che sento nel cuore? Come si può avere successo? Cos'è la realizzazione e come ottenerla? Cosa è la felicità? Perché spesso non siamo felici? Perché esistono le "malattie"? Come si può vivere bene? Queste e molte altre domande, nella mia vita, hanno trovato risposta e non appena avevo quella risposta incontravo qualcuno che era lì per essa, ci incontravamo per quello e qualcosa si compiva. Per trovare tutte queste risposte mi sono addentrata in molte cose, cercando di conoscere ogni aspetto della natura umana:
  • Gli istinti ed il loro funzionamento;
  • Le emozioni e le ferite emozionali;
  • La mente e le sue meccaniche;
  • L'inconscio personale e quello collettivo, con le dinamiche di gruppo che ne conseguono, come quella dell'identificazione sociale;
  • L'influenza della cultura in cui siamo cresciuti e della famiglia d'origine;
  • La biologia ed i programmi che ne dettano il funzionamento.
In tutti questi campi ho ricercato, integrando tutto quello che mi risuonava, per farne esperienza e pormi altre domande, andando sempre oltre. Così facendo mi si è parato di fronte un quadro in cui tutto questo si integra alla perfezione, in una visione organica, che tento di mettere a disposizione nei corsi. Nella mia esperienza ho incontrato le Visioni Orientali, integrando anch'esse nel percorso, tenendo ciò che era funzionale alla crescita e lasciando andare il resto. Nelle sessioni individuali ricevo persone che mi parlano della loro vita, offrendomi riferimenti precisi per capire dove sono interiormente e li accompagno così a vedere chiaramente quello spazio, per poi eventualmente muoversi oltre, nel passo successivo. Nonostante le tematiche siano molteplici - relazioni, accadimenti, malattie, ferite emozionali - ogni cosa ci parla di noi, di parti che lì si mostrano, mentre normalmente si trovano in profondità nell'inconscio. Integrando quelle parti nello sguardo cosciente possiamo cambiare i copioni che recitiamo nel mondo, crescere, rompendo le illusioni che limitano le possibilità di esperienza. Questo lavoro, fatto in singolo, permette quindi alla persona di ascoltarsi di più e riconoscere ciò che sente, ciò che lo spinge in quella direzione, ampliando le prospettive e aprendo così nuovi spazi al proprio destino. Nei corsi, invece, offro gli strumenti per rendere le persone autonome e capaci di capire da sola dove sono, di vedere chiaramente. Nel Percorso del Loto, il mio corso più completo, parto dalla mappa indiana dei "Chakra" per spiegare le dinamiche di ognuno degli aspetti che compone l'essere umano e aumentare la propria sensibilità, nonché il grado di comprensione di sé stessi, delle parti che osserviamo e che ci muovono nelle azioni quotidiane. Poiché ogni azione comporta delle conseguenze, le azioni svolte in modo inconsapevole e mosse da parti di noi sconosciute ci portano a vivere eventi che talvolta non vorremmo, di cui ignoriamo l'origine. Iniziando a vedere cosa avviene, quali sono le parti che fino a ora hanno generato gli eventi, possiamo uscire da quei limiti e farlo senza sforzo, semplicemente comprendendone le radici e modificando la visione soggettiva nella quale tali radici affondano. Svelando la realtà oggettiva e lasciandola agire tutto si sistema da solo, acquisendo ordine e armonia. Anche questo corso, quindi, è basato sulla conoscenza di noi e soprattutto su meccanismi tangibili, non su semplici teorie filosofiche. Partire dai Chakra è semplicemente un modo per creare una mappa, per ordinare la miriade di meccanismi sulla base dei vari strumenti che abbiamo a disposizione. Il primo Centro è quello istintivo e conoscerlo significa entrare nel mondo degli istinti, delle loro logiche, molto diverse da quelle razionali e morali a cui siamo abituati. Il secondo Chakra rappresenta invece la dimensione delle emozioni di pancia e saranno queste le vere protagoniste, affrontando tutte le memorie emozionali che ci portiamo dietro. Il terzo Centro è invece il mentale e include in sé la personalità, quelle etichette e idee con cui ci siamo identificati per vari motivi, e così via. In questo senso parleremo di cose tangibili, assolutamente sperimentabili, partendo da dove siamo e dall'esplorazione di quello spazio, così da poterci spostare interiormente oltre i limiti e vedere spazi interiori sempre nuovi, che prima ci sembravano preclusi. Tutto questo, fino alla scorsa settimana, non avrei saputo come definirlo. Sono sempre stata una ricercatrice e proprio per questo, espandendo la visione di continuo, era difficile trovare un'etichetta. Nel mondo, però, ciò che non è definito rimane come "sospeso" in aria e fatica a concretizzarsi nella materia. Così, ad un certo punto, mi è arrivata una definizione ampia e aperta a tutti gli ambiti: facilitatore di Dinamiche Inconsce. In effetti, tutte le cose elencate, si muovono nel nostro inconscio e proprio per questo è utile una facilitazione, quella che offro mettendo a disposizione la mia esperienza e ricerca. Cosa significa facilitare? Significa accompagnare la persona nel processo interiore che si trova a vivere, rendendolo più agevole. Non si tratta di un aiuto, perché esso presupporrebbe una superiorità da parte di chi aiuta, perdendo la parità. La facilitazione, invece, parte dal vedere la dignità dell'altro e del processo in cui si trova, comprendendone le ragioni e mostrandole. In tutto questo metto a disposizione la mia esperienza come un falegname, un idraulico, un domestico, un medico e un contadino, né di più e né di meno. Ognuno impara delle cose e poi le mette a disposizione degli altri, della vita, questo è ciò che ho fatto anche io. Questo lavoro è a servizio della vita, della realtà e delle possibilità illimitate che nascono dall'incontro di esse, perché questo è il punto dove mi ha portato la sete interiore e di conseguenza è questo che metto a disposizione. 

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