"Altalena Karmica, Karma e Comprensione" di Ambra Guerrucci

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Tratto dal libro "La Via del Risveglio" di Ambra Guerrucci e Federico Bellini
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Molte persone cercano di rimpiazzare le emozioni negative, le convinzioni che non gli permettono di manifestare la vita che vogliono, e certi aspetti del proprio carattere; questi, però, non sanno che è impossibile cambiare convincimenti, emozioni e aspetti della vita, con altri che ci piacciono di più. Se reprimiamo queste caratteristiche, invece di scomparire, vengono respinte a livelli profondi dell’inconscio, dove non le vediamo, ma esse continuano ad esistere, e, paradossalmente, acquistano sempre maggiore energia, fino al momento in cui - in questa o in un’altra vita- riemergono rafforzate. Le dinamiche della soppressione energetica sono, invero, simili ad un’altalena: mentre ci si spinge avanti si raccoglie maggiore energia per tornare indietro. Allo stesso modo, scegliendo alcune qualità nostre o della vita, e rifiutandone altre, si innesca un ciclo di esperienze karmiche che tendono ad oscillare da un opposto all’altro. Ad esempio molte persone che reprimono l’energia sessuale, si ritrovano, nell’incarnazione successiva, ad essere costantemente assillate dal sesso, e, in casi estremi, a rinascere come simbolo di ciò che hanno represso. Un altro esempio molto esplicativo, è quello di un uomo che pratica l’arte della manifestazione, sente di non avere il controllo della sua vita, e cerca di rimpiazzare, con la ripetizione di frasi simili a “Ho tutto il potere necessario per scegliere il mio futuro”, la sua idea negativa, proprio quella che gli impedisce di realizzare i suoi desideri. La convinzione negativa è una specie di nodo energetico e così non viene sciolto, ma solo nascosto alla nostra consapevolezza, ed è quindi destinato a tornare “in superficie” nella vita successiva, magari evidenziandosi anche nella forma del Corpo Fisico. Il potere di liberarsi da questa altalena karmica è nelle mani di ognuno di noi, ciò che dobbiamo fare è soltanto smettere di reprimere, rifiutare le convinzioni o gli aspetti negativi di noi stessi, ed impegnarci, invece, a liberare l’energia intrappolata in quegli schemi,  purificandola, alzandone le vibrazioni. Questa libertà dalle conseguenze future, però, dipende da qualsiasi convinzione profonda, negativa o positiva che sia, anche perché la scelta della polarità positiva contro quella negativa perpetua la dualità, e mantiene l’altalena karmica in movimento. Questo aspetto del Karma non vuol essere una punizione, in realtà in questo gioco cosmico non esistono errori da punire, è semplicemente un effetto equilibrante dell’esistenza.
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Le teorie orientali del Karma tentano di spiegare l’evoluzione della Coscienza Individuale: in ogni circostanza la persona impara delle lezioni, oppure è costretta a ripetere le stesse esperienze fino a quando non le assimila. Noi, da questo punto di vista, non siamo dissimili da uno studente, impegnato in un percorso formativo, che porterà la stessa Coscienza a tornare nel vasto oceano da cui è discesa. L’idea corrente di Karma è che, le cose indesiderate che possono capitare nella vita, derivano da cattive azioni commesse in vite precedenti, ma questa stessa idea implica una dualità, un illusione della nostra Mente razionale. In realtà, secondo la nostra esperienza e ciò che molti mistici hanno insegnato al mondo, il fattore determinante è più legato alle condizioni metafisiche, piuttosto che alla condotta morale. Visto da una prospettiva più ampia di quella comune, esiste una sola energia che fluisce, a diverse frequenze, in tutto ciò esiste; quindi si può dire, invero, che qualsiasi cosa facciamo ad altri lo stiamo facendo a noi stessi. In questo senso la condotta personale assume un significato diverso da quello classico, non esistono peccati, ma fare del male a un’altra persona è farlo a se stessi, ed è per imparare questa lezione che se facciamo del male, questo ritorna a noi. Non esiste nessuno che assegni a noi esperienze in base alle nostre azioni, che giudichi le esperienze come buone o cattive, ma solo “leggi cosmiche” che ci indirizzano verso un elevata comprensione e che vengono trascese una volta imparata la lezione. La Coscienza tende naturalmente ad un espansione, è la sua natura, e ciò avviene con la purificazione dei Corpi Sottili stessi, in altre parole, quando una particolare lezione viene appresa, l’energia dell’individuo aumenta la sua vibrazione, si crea così un unità di coscienza che si espande fino ad includere l’esistenza intera e tornare così “a casa”. Dal punto di vista metafisico, le condizioni dei Corpi Sottili, determineranno le caratteristiche della reincarnazione, ed i modelli karmici decreteranno le esperienze che presumibilmente attrarremo. Se questi modelli si trasformano, liberando e purificando l’energia in essi contenuta, non ci sarà ripetizione di quel tipo di esperienze e ne attrarremo altre più elevate. In qualsiasi livello di coscienza ci troviamo, la cosa importante è affidarsi alla vita, l’unica grande maestra in grado di fornirci le lezioni necessarie alla nostra crescita personale, e comprendere che ogni cosa di cui facciamo esperienza può essere una grande occasione di evoluzione.
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Un aspetto di importanza capitale per l’evoluzione della coscienza umana, è la comprensione, l’essenza dell’intelligenza. Durante l’infanzia la comprensione appare fondamentale e getta luce su cose basilari della vita, come mangiare, parlare, leggere e scrivere, ma non appena ne acquisiamo in maniera sufficiente per vivere in questo mondo essa viene data per scontata, non ci fermiamo mai a riflettere sull’enorme quantità di cose che abbiamo imparato anche se ogni giorno le applichiamo nel mondo che ci circonda. Comunemente si associa la conoscenza alla comprensione, ma nonostante queste parole siano associate il loro significato è fondamentalmente diverso. Ad esempio, se un uomo viene messo per la prima volta davanti ad un pc, anche se ha studiato tutti i componenti ed i programmi basilari, potrebbe chiedersi se mai riuscirà realmente ad utilizzarlo; in questo caso si hanno tutte le conoscenze, ma l’integrazione di queste non ha ancora avuto luogo, quindi, è come avere tanti pezzi di un puzzle scomposto che non ci permettono di comprendere la figura completa. Ad un certo punto tutte le conoscenze accumulate prendono forma, le informazioni fondono in un’unica comprensione complessiva di come funziona il computer. Questa è la differenza tra conoscenza e comprensione: la prima è pura informazione, la seconda è un integrazione organica di ciò che sappiamo ed è questa la massima espressione dell’intelligenza; da quest’ultima, inoltre, dipende la continua evoluzione della scienza, la medicina e, nondimeno, del potenziale umano. Più si comprende come funzioniamo sul piano fisico, mentale, emotivo e, più in generale, energetico, maggiore sarà la nostra capacità di evoluzione cosciente. Nell’ultimo secolo si è verificato un grande incremento della comprensione soggettiva, che ha portato a una realizzazione significativa: maggiore è la comprensione di questa facoltà stessa e più sarà facile trovare la nostra sorgente interiore di pura intelligenza. 

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